Potresti essere tu, un tuo amico o chiunque stia vivendo un dolore che non passa
una tendinite, una borsite, o quella fatica silenziosa che nasce quando non riusciamo piĂą a sostenere tutto.
Questo non è solo un racconto di guarigione fisica,
ma un viaggio di consapevolezza:
un cammino che mostra come il corpo, con i suoi segnali,
cerchi sempre di riportarci verso noi stessi.
Attraverso questa esperienza voglio mostrarti come lavoro come Naturopata e Coach Spirituale:
aiutandola a riconoscere l’emozione nascosta dietro la tensione,
e a ritrovare equilibrio e presenza tra mente, corpo e spirito.
E quando impariamo ad ascoltarlo, smette di gridare.
Marco è arrivato da me per una tendinite e borsite alla spalla sinistra, dopo un evento traumatico.
Il dolore non gli dava tregua.
Ma, come spesso accade, non era solo il corpo a chiedere attenzione.
Da un punto di vista somato-emotivo, la spalla è il luogo dove “portiamo il mondo”:
le responsabilitĂ , i doveri, le relazioni, il bisogno di essere forti per gli altri.
Espressioni come “avere le spalle larghe”, “portare un peso”, “tenere tutto sotto la propria ala”
Psicosomaticamente, la borsite alla spalla può rappresentare un sovraccarico emotivo non elaborato,
una tensione accumulata nel tempo, spesso accompagnata da stress, senso di responsabilitĂ e bisogno di controllo.
Il dolore è come un messaggero che bussa con forza:
“Fermati. Ascolta. Lascia andare.”
Quando la spalla coinvolta è la sinistra, il tema si fa più intimo:
può riguardare il lato affettivo, familiare o relazionale,
il peso di ciò che si sente “troppo vicino” — un legame, un dolore, un ricordo.
A livello energetico e psico-emozionale, in molti casi è attiva la ferita dell’oppressione:
che fatica a chiedere aiuto e a concedersi la libertà di essere sé stesso.
La persona si carica, stringe i denti, non si permette di mollare.
Ma il corpo, attraverso il dolore, mostra il punto esatto in cui l’anima non riesce più a respirare.
Il corpo e il mesoderma: dove nasce la reazione
Dal punto di vista embriologico, la spalla appartiene al mesoderma,
il foglietto embrionale che governa muscoli, articolazioni e tessuti connettivi.
Il mesoderma reagisce ai conflitti di svalutazione, impotenza e oppressione:
quando ci si sente “incapaci di sostenere”, “non all’altezza” o “bloccati nel fare”.
che non riesce piĂą a gestire il carico che porta.
Per questo, il mio lavoro unisce corpo, emozione e consapevolezza:
ogni piano parla lo stesso linguaggio, solo con toni diversi.
Il primo passo è riconoscere l’emozione che ha generato la tensione —
spesso la rabbia verso sé stessi, la paura di fallire o l’incapacità di chiedere aiuto.
Dal punto di vista fisico, intervengo sulla componente infiammatoria con KVAR,
uno strumento che integra medicina cinese, embriologia emozionale e fisica quantistica,
riattivando il flusso energetico e favorendo il rilascio della memoria emotiva che si è fissata nel tessuto.
Parallelamente, lavoro sull’intestino, poiché molte infiammazioni originano da lì.
Utilizzo antinfiammatori naturali come Boswelia e Palmitoiletanolamide (PEA),
e consiglio massaggi con olio essenziale di Eucalipto citriodora diluito in olio di Arnica,
che aiuta a sciogliere la tensione e a ristabilire la circolazione energetica locale.
Ovviamente, è fondamentale anche rivedere l’alimentazione, alleggerire ciò che infiamma,
e introdurre yoga o ginnastica dolce, che ridanno libertĂ e respiro al corpo.
In un percorso olistico, i Fiori di Bach sono un sostegno prezioso.
Agiscono come una carezza vibrazionale sulle emozioni che hanno generato il disagio,
aiutando a trasformare la paura in fiducia, la tensione in accoglienza, la rabbia in comprensione.
Bach sosteneva che ogni malattia nascesse da uno squilibrio tra mente e anima.
Per questo, i fiori non “curano” un sintomo, ma ristabiliscono armonia dentro la persona,
riportando dialogo e coerenza tra i vari livelli dell’essere.
Sono un aiuto semplice, ma profondamente efficace,
perché parlano la lingua sottile dell’anima,
quella che il corpo traduce attraverso sensazioni, tensioni o dolori.
Alla fine, il lavoro più importante è sempre quello con la consapevolezza.
Le emozioni trattenute cercano una via per uscire —
e se non trovano spazio nella parola o nel respiro, lo trovano nel corpo.
Il coaching spirituale permette di leggere il messaggio nascosto dietro il sintomo,
di riportare ascolto dove prima c’era solo reazione,
e di trasformare la sofferenza in un atto di verità verso sé stessi.
Ogni dolore, se accolto con presenza, diventa una via di libertĂ .
Perché per me, le persone non sono i loro sintomi,
ma la loro storiaÂ
quella che il corpo racconta quando la voce dell’anima non viene ancora ascoltata.
Un Naturopata e Coach Spirituale lavora così:
non sul sintomo, ma sulla persona nella sua totalità — corpo, mente, emozioni e spirito.
Perché solo quando tutte le parti tornano in dialogo,
l’essere umano ritrova il suo vero equilibrio.
 Claudia Noah Ossorio
Spiritual Coach & Naturopata